Desenzano - Lun 31 Agosto 2026

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Martina Cocchetti

Il ruolo del custode sociale nei quartieri di Desenzano: 274 interventi in sei mesi

Nel primo semestre 2026 effettuati 274 interventi negli alloggi pubblici di Desenzano, tra sopralluoghi, mediazione dei conflitti e sostegno alle famiglie

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Dalla gestione dei dissidi condominiali al supporto nel disbrigo delle pratiche burocratiche, passando per le verifiche negli appartamenti e la tutela degli spazi condivisi. Nei primi sei mesi dell’anno il servizio di custodia sociale di Desenzano del Garda ha collezionato 274 interventi, per un totale di 300 ore di attività operative nei complessi di edilizia residenziale pubblica del Comune.

Dietro queste cifre si muove una realtà lontana dalla classica portineria. Il custode sociale lavora sul campo al fianco degli inquilini, intercettando le situazioni di fragilità e facendo da ponte tra chi vive negli stabili, l’amministrazione comunale, l’Aler e le reti d’assistenza del locali.

Per i nuclei familiari che affrontano difficoltà economiche o personali, infatti, anche la semplice incomprensione di un documento o una scadenza ignorata rischiano di generare conseguenze pesanti. L’obiettivo primario resta quindi quello di giocare d’anticipo, fermando le criticità prima che si aggravino e compromettano la stabilità abitativa e sociale delle persone coinvolte. L’attività sul territorio traccia una mappa precisa delle diverse criticità cittadine.

In via Papa l’attenzione si è concentrata sul decoro, la gestione degli spazi di pertinenza, la rimozione di occupazioni improprie e la risoluzione di problemi di convivenza, spesso legati alla gestione degli animali domestici. Cambia lo scenario in via Goito, dove gli operatori hanno approfondito le segnalazioni relative alla presenza di persone non autorizzate, avviando un lavoro d’equipe con i servizi sociali e gli amministratori di sostegno per individuare possibili percorsi di regolarizzazione. Se in via Dunant il focus è stato la lotta all’abbandono dei rifiuti e la cura delle aree comuni, nelle palazzine di via Montesuello e via Michelangelo il lavoro principale ha riguardato la mediazione dei contrasti tra inquilini.

Quella che nel 2020 era partita come una semplice sperimentazione nei quartieri più complessi è oggi una realtà strutturata. Il progetto, affidato alla cooperativa Elefanti Volanti e sostenuto economicamente anche da Aler, proseguirà la propria attività almeno fino al 2029.

I dati di questa prima metà del 2026 raccontano bene la varietà del lavoro svolto. La quota più consistente riguarda i 92 sopralluoghi compiuti negli alloggi e negli spazi collettivi, a cui si sommano 79 interventi sul campo per ricucire i rapporti tra gli residenti. Il quadro si completa con 55 attività di raccordo con uffici pubblici e gestori, 43 percorsi di supporto pratico alle famiglie e cinque giornate dedicate alla formazione e alla rendicontazione dei dati.

I 274 interventi raccontano quindi un lavoro fatto soprattutto di presenza, ascolto e mediazione, svolto nella quotidianità degli stabili per affrontare i problemi con umanità e competenza.

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