È stato abbattuto il toro che giovedì sera ha provocato la morte di Remo Filippini, il conosciuto allevatore di 74 anni di San Vito di Bedizzole. Il bovino è stato soppresso nella mattinata di venerdì, intorno alle 8.30, dopo essere stato considerato pericoloso in seguito a quanto accaduto poche ore prima.
La decisione è stata disposta dal pubblico ministero di turno e l’operazione è stata affidata a personale specializzato. Il provvedimento è arrivato dopo la drammatica serata nella cascina di famiglia, in località Belgioioso a San Vito di Bedizzole, dove Filippini stava accudendo gli animali.
A dare l’allarme era stato il figlio dell’allevatore. Non vedendo rientrare il padre, lo aveva cercato fino a raggiungere il recinto dei tori, dove lo aveva trovato a terra ormai privo di vita. Secondo quanto ricostruito, Filippini era stato caricato e colpito dal toro. Anche il figlio, durante quei momenti particolarmente concitati, aveva riportato lievi ferite.
La presenza dell’animale ancora agitato aveva reso estremamente delicate anche le operazioni successive. Erano state necessarie quasi due ore prima di poter raggiungere e recuperare in sicurezza il corpo del 74enne. Gli accertamenti medico-legali hanno poi ricondotto il decesso alle conseguenze dell’aggressione subita.
Intanto Bedizzole si prepara all’ultimo saluto a Remo Filippini, figura molto conosciuta nel paese e nel mondo dell’allevamento. Era il fondatore della società agricola che porta il suo nome, realtà specializzata nell’allevamento di bovini e nella vendita di carne conosciuta anche oltre i confini comunali.
I funerali saranno celebrati domani, lunedì 24 agosto, alle 10 nella chiesa di San Vito a Bedizzole. Filippini lascia il figlio Enrico, la figlia Annabella, i nipoti Edoardo e Victoria, il genero Igor, i fratelli, le sorelle e gli altri familiari. Numerosi i messaggi di vicinanza e cordoglio arrivati alla famiglia in queste ore.






