Il passato continua a riaffiorare dalla terra del Lucone di Polpenazze del Garda. La campagna di scavi archeologici dell’estate 2026 sta regalando nuovi elementi per ricostruire la vita delle comunità che oltre quattromila anni fa abitavano questo angolo del territorio gardesano, con ritrovamenti capaci di suscitare interesse anche al di fuori degli ambienti specialistici.
La scoperta più significativa delle ultime giornate è avvenuta durante la terza settimana di attività. Scavando uno strato particolarmente ricco di carboni, identificato come US 1015, è stata infatti individuata una tavoletta enigmatica integra. A trovarla nel pomeriggio, durante le operazioni sul campo, è stato Beppe.
Il reperto assume un’importanza particolare anche per i precedenti del sito: dal 2019 al Lucone non veniva ritrovata una tavoletta enigmatica. Quella emersa quest’anno è la terza proveniente dal Sito D e soprattutto la ventunesima rinvenuta nella piana del Lucone, che si conferma così il sito che ne ha restituito il maggior numero in assoluto.
Il nome stesso racconta quanto questi oggetti continuino a interrogare gli studiosi. Si tratta generalmente di tavolette in argilla caratterizzate da linee incise e impressioni di forme differenti, testimonianze diffuse dall’Europa centrale fino all’Italia settentrionale. La loro funzione rimane ancora incerta: tra le interpretazioni avanzate nel tempo ci sono quella di calendari, di strumenti collegati agli scambi commerciali e forse alla metallurgia oppure di amuleti con una funzione rituale o sacra.
Non è però l’unica sorpresa arrivata dalla campagna 2026. Negli ultimi giorni gli archeologi hanno recuperato anche spighe di cereale risalenti a oltre quattromila anni fa. Un ritrovamento che permette di spostare lo sguardo dai grandi elementi strutturali alla quotidianità degli abitanti del villaggio, offrendo una testimonianza concreta del loro rapporto con la terra, delle coltivazioni e dell’alimentazione.
Il lavoro prosegue contemporaneamente sulle strutture dell’antico insediamento. A Ferragosto l’area di scavo è stata ampliata per cercare di comprendere meglio la funzione degli elementi lignei che stanno emergendo nella parte più esterna dell’abitato. Dopo l’apertura della nuova zona, il cantiere è stato riorganizzato ed è iniziata anche l’indagine della parte nord del Settore 3.
Il Lucone di Polpenazze rappresenta uno dei luoghi archeologici più importanti del Garda ed è inserito nel sito seriale UNESCO dei Siti palafitticoli preistorici dell’arco alpino. L’antico bacino lacustre ha conservato nel tempo numerose tracce degli insediamenti preistorici, permettendo agli archeologi di ricostruire aspetti della vita delle comunità che popolavano quest’area durante l’Età del Bronzo.
La campagna di quest’anno vede inoltre la presenza di volontari provenienti da diversi Paesi. Nei giorni scorsi è arrivato anche il saluto del sindaco di Gavardo Davide Comaglio, rivolto a tutti i partecipanti e in particolare ai volontari UNESCO: Guo dalla Cina, Ahmed e Sohaila dall’Egitto, Catalina e Laura dalla Moldavia.
Accanto alla ricerca scientifica rimane centrale anche il rapporto con il pubblico. L’obiettivo è consentire a cittadini, famiglie e curiosi di avvicinarsi concretamente a uno scavo archeologico, osservando il lavoro quotidiano e comprendendo come, strato dopo strato, sia possibile recuperare e interpretare testimonianze rimaste sepolte per millenni.
L’area di scavo è aperta al pubblico, con visita consigliata dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 17. Ogni venerdì, a partire dalle 15, è inoltre prevista una visita guidata con laboratorio dedicato ai più piccoli. La campagna archeologica continuerà fino al 4 settembre, lasciando aperta la possibilità che dalle terre del Lucone possano emergere ancora nuovi frammenti della sua storia millenaria.







