Emad Mohamed Hagag aveva 37 anni, era originario dell’Egitto e viveva a Brescia, ma nei mesi della stagione turistica si era trasferito temporaneamente a Bardolino, dove lavorava come lavapiatti in un ristorante.
È questa, al momento, la storia che è possibile ricostruire di quel giovane il cui corpo è stato trovato giovedì mattina nelle acque del Garda, a pochi metri dalla riva. Una vicenda sulla quale rimangono ancora molti interrogativi e che gli investigatori stanno cercando di ricomporre partendo soprattutto dalle sue ultime ore di vita.
Hagag si trovava a Bardolino per motivi di lavoro. Come accade a molti lavoratori impegnati nel settore della ristorazione durante i mesi estivi, aveva trovato un’occupazione stagionale e per questo aveva anche il proprio domicilio nel paese.
La sua residenza risultava invece a Brescia, dove viveva stabilmente. Era dunque tra le tante persone che ogni estate si spostano verso il Garda per lavorare durante i mesi di maggiore afflusso turistico.
Mercoledì sera era regolarmente al lavoro. È stato visto proprio dopo aver terminato il turno, dopodiché di lui non si sono più avute notizie.
Un elemento che potrebbe rivelarsi importante per ricostruire quanto accaduto nelle ore successive. Quando è stato recuperato, infatti, il 37enne indossava ancora i propri vestiti. Con sé aveva i documenti, mentre non è stato trovato lo smartphone né altri effetti personali che possano, almeno nell’immediato, aiutare a ricostruire i suoi spostamenti.
Non è ancora possibile stabilire che cosa sia accaduto tra la fine del turno di lavoro e il momento in cui il corpo è stato individuato nel lago.
Il ritrovamento è avvenuto nella tarda mattinata di giovedì, quando alcuni bagnanti hanno notato una persona in acqua e hanno lanciato l’allarme, pensando inizialmente che potesse essere ancora in vita.
A raggiungerlo per primo era stato il vicecomandante della Polizia Locale di Bardolino, Giovanni Ciccognani, che si era gettato nel lago nel tentativo di prestare soccorso.
Il corpo, però, era già senza vita. Nel tentativo di tornare a riva, lo stesso agente aveva rischiato di trovarsi in difficoltà ed era stato aiutato da due venditori ambulanti presenti sulla spiaggia.
Il successivo intervento della Guardia Costiera e dei Vigili del Fuoco ha permesso di recuperare la salma e riportarla a riva. Il medico del 118 non ha potuto fare altro che constatare il decesso, che risalirebbe a diverse ore prima del ritrovamento.
Ora l’attenzione è concentrata soprattutto sulla ricostruzione delle ore precedenti alla morte. Al momento non è stata chiarita la dinamica del decesso, né è stato stabilito se si sia trattato di un incidente o se vi siano altri elementi da approfondire.
I rilievi sono stati affidati alla Polizia Locale di Bardolino, con il supporto dei Carabinieri. La salma resta a disposizione dell’autorità giudiziaria, che dovrà procedere con gli accertamenti necessari per chiarire le cause della morte.
Resta quindi ancora da ricostruire il percorso compiuto da Emad dopo aver lasciato il lavoro mercoledì sera e capire come sia arrivato in acqua.






