Brescia - Lun 27 Luglio 2026

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DDA Brescia, maxi operazione antidroga nell’oceano Atlantico: sequestrate 2,6 tonnellate di cocaina

DDA Brescia, maxi operazione antidroga nell’oceano Atlantico: sequestrate 2,6 tonnellate di cocaina

La Guardia di Finanza, insieme alle autorità di Spagna e Portogallo, ha intercettato un "go-fast" nell'Oceano Atlantico. Quattro persone arrestate, grande collaborazione tra paesi

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Una vasta operazione internazionale di contrasto al narcotraffico, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Brescia, ha portato al sequestro di oltre 2,6 tonnellate di cocaina nell’Oceano Atlantico e all’arresto di quattro persone. L’attività investigativa è stata condotta dai finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Brescia, del Comando Operativo Aeronavale e dello S.C.I.C.O., in collaborazione con le autorità di Spagna e Portogallo.

L’intervento ha consentito di intercettare un gommone oceanico ultraveloce del tipo “go-fast”, utilizzato per il trasporto della sostanza stupefacente. A bordo sono stati arrestati quattro uomini: due cittadini spagnoli, un cittadino di Gibilterra e un cittadino albanese residente a Mantova e domiciliato nella provincia di Brescia. Il fermo dell’imbarcazione è avvenuto al largo delle coste di Lisbona, ad opera della Policia Maritima portoghese.

L’operazione è stata resa possibile grazie alla cooperazione internazionale di polizia, attivata con il supporto del Maritime Analysis and Operations Centre – Narcotics (M.A.O.C.-N) di Lisbona e della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga (D.C.S.A.). Il monitoraggio del natante è stato effettuato costantemente dai mezzi aerei della Guardia di Finanza, dotati di tecnologie di ultima generazione per la sorveglianza marittima e impiegati nell’ambito del controllo delle frontiere esterne dell’Unione Europea.

Secondo le stime degli investigatori, il carico sequestrato avrebbe avuto un valore di circa 78 milioni di euro sul mercato all’ingrosso. Una volta destinata allo spaccio al dettaglio, la cocaina avrebbe potuto generare un volume d’affari complessivo di circa 500 milioni di euro.

L’indagine evidenzia ancora una volta le modalità operative delle organizzazioni criminali internazionali, che utilizzano imbarcazioni “go-fast”, lunghe tra i 10 e i 16 metri e spinte da potenti motori fuoribordo capaci di superare i 70 nodi. Questi mezzi vengono impiegati come veri e propri “taxi del mare”, recuperando in mare aperto i carichi di droga precedentemente lasciati dalle cosiddette “navi madri” provenienti dal Sud America, per poi introdurli nel mercato europeo.

Come previsto dalla legge, la Guardia di Finanza ricorda che il procedimento è attualmente nella fase delle indagini preliminari e che, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza, l’eventuale responsabilità degli indagati potrà essere accertata soltanto con una sentenza definitiva di condanna.

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