Un’operazione di vasta portata lungo la filiera ittica ha portato al sequestro di circa due tonnellate di pesce non conforme alla normativa, tra prodotti con scadenza superata e alimenti privi dei requisiti obbligatori di tracciabilità. L’attività ispettiva ha interessato anche le località turistiche del Lago di Garda, dove parte della merce era destinata a hotel e ristoranti. La notizia è stata riportata da IlDolomiti.it.
L’operazione, coordinata dal Centro di Controllo Area Pesca della Direzione Marittima di Venezia, ha coinvolto la Guardia Costiera in una serie di verifiche effettuate tra Lombardia orientale, Veneto, Province autonome di Trento e Bolzano e la provincia di Pordenone. Complessivamente sono state eseguite 32 ispezioni, al termine delle quali sono state contestate 9 sanzioni amministrative per un importo complessivo di circa 25mila euro.
I primi controlli hanno riguardato diversi ristoranti delle principali località turistiche del litorale veneto e del Garda. In alcuni esercizi gli ispettori hanno riscontrato la presenza di prodotti ittici scaduti, facendo scattare sanzioni amministrative per un totale di circa 8mila euro.
Le verifiche si sono poi spostate nel Mantovano, dove, insieme ai veterinari dell’ATS Valpadana, sono state controllate alcune aziende all’ingrosso che riforniscono anche le strutture ricettive del comprensorio gardesano. In una cella frigorifera sono stati rinvenuti circa 100 chilogrammi di ombrine, astici e branzini con termine di conservazione già scaduto. Il prodotto è stato avviato allo smaltimento e al titolare è stata contestata una sanzione di 2mila euro.
Gli accertamenti hanno inoltre permesso di individuare quasi 1.900 chilogrammi di Molva e Brosme, specie provenienti dalle Isole Faroe, importate senza le indicazioni previste dalla normativa europea sull’operatore responsabile dell’immissione sul mercato. Anche questo lotto è stato sequestrato, con ulteriori sanzioni amministrative pari a 7mila euro.
Nella stessa azienda sono emerse anche irregolarità nella gestione degli oli alimentari esausti, circostanza che ha comportato un’ulteriore sanzione amministrativa minima di 8mila euro. L’intera operazione rientra nell’attività di controllo della Guardia Costiera finalizzata a garantire il rispetto delle norme sulla sicurezza alimentare e sulla corretta commercializzazione dei prodotti ittici.






