Un tentativo di furto all’interno di un’azienda della Valtenesi è stato sventato grazie al tempestivo intervento dei Carabinieri e alla collaborazione di un dipendente che ha segnalato movimenti sospetti alle forze dell’ordine.
Nel pomeriggio di ieri, mercoledì 17 giugno, i militari della Stazione di Manerba del Garda hanno arrestato in flagranza di reato un cittadino di 33 anni, dipendente della stessa azienda, con l’accusa di furto aggravato.
L’episodio si è verificato all’interno di una ditta specializzata nella lavorazione dei metalli. Secondo quanto ricostruito dai Carabinieri, un lavoratore dell’azienda avrebbe notato il collega mentre si appropriava di materiale appartenente alla società.
Insospettito dal comportamento dell’uomo, ha deciso di contattare immediatamente il numero unico di emergenza 112, fornendo una dettagliata segnalazione.
Ricevuta la chiamata, i militari sono intervenuti rapidamente presso lo stabilimento, organizzando un controllo che ha consentito di verificare la situazione in tempo reale.
Durante l’accertamento, il sospettato sarebbe stato sorpreso mentre cercava di occultare la refurtiva all’interno della propria autovettura, con l’intento di allontanarla dall’azienda senza essere scoperto.
L’operazione ha permesso di interrompere il furto prima che venisse portato a termine e di recuperare integralmente il materiale sottratto. Si tratta di circa 140 chilogrammi di ottone, un quantitativo significativo che è stato successivamente restituito all’azienda proprietaria, evitando così un rilevante danno economico.
Il 33enne è stato quindi arrestato per furto aggravato e posto a disposizione dell’Autorità Giudiziaria competente.
Determinante anche in questo caso la collaborazione tra cittadini e forze dell’ordine, oltre all’efficacia del presidio territoriale garantito dall’Arma dei Carabinieri, il cui intervento tempestivo ha consentito di assicurare il presunto responsabile alla giustizia e di recuperare l’intera refurtiva.
Si ricorda che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, come previsto dall’ordinamento, l’indagato deve essere considerato innocente fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.






