Quarantuno edizioni, oltre 1.000 atleti, 24 nazioni rappresentate e un posto fisso nel cuore del triathlon italiano. Il Triathlon Internazionale di Bardolino, il più longevo d’Italia, nato nel 1984 quando la disciplina era ancora quasi sconosciuta nel nostro Paese, ha scritto un altro capitolo della sua storia straordinaria sulle rive del Garda.
Tra le donne il trionfo porta la firma di Chiara Lobba (Jesolo Triathlon), autrice di una rimonta da manuale: entrata in T2 al quarto posto, la veneta ha firmato il miglior parziale di corsa della gara (36’01”) chiudendo in 2:06:09 e conquistando per la prima volta il suo nome nell’albo d’oro di Bardolino.
Sul podio anche la granitica Eva Serena (2:08:13), autrice di una prova tutta in progressione, e Alice Bagarello (2:08:57), entrambe ormai di casa sul podio bardolinese ma ancora in cerca della prima vittoria.
Tra gli uomini è stato Federico Murero a conquistare il podio, chiudendo in 1:52:58 e diventando il secondo italiano, dopo Michele Sarzilla, a scrivere il proprio nome per la seconda volta nell’albo d’oro della manifestazione.
Sul podio con lui Nicolò Astori (1:54:03) e Tommaso Alba (1:54:20). Il record di tre vittorie a Bardolino resiste ancora nelle mani del leggendario Danilo Palmucci.
Dietro questa manifestazione c’è la visione lungimirante di Dante Armanini, ex atleta e presidente del Gruppo Sportivo Bardolino, tra i protagonisti della prima edizione del 1984.
Una scommessa coraggiosa e fuori dagli schemi che in quattro decenni ha trasformato un esperimento pionieristico nella “Kona del triathlon italiano”; una vita dedicata allo sport e ai giovani, ripagata dall’affetto di migliaia di atleti che ogni anno tornano a gareggiare sulle rive del lago di Garda.






