Sono iniziate in questi giorni le operazioni di ripopolamento del Lago di Garda con l’immissione dei primi avannotti di coregone, che segnano l’avvio della nuova stagione ittiogenica. L’intervento rientra nel programma autorizzato da Regione Lombardia, che lo scorso anno ha concesso una specifica deroga al divieto delle attività di semina.
Nella prima giornata sono stati rilasciati in acqua circa due milioni di esemplari, distribuiti tra il medio e il basso bacino del lago. Le operazioni sono state coordinate dalla Polizia Provinciale con il supporto dell’associazione Amici della Tirlindana, da tempo impegnata nella tutela dell’ecosistema gardesano.
Gli avannotti provengono dall’incubatoio ittico regionale di Desenzano del Garda, dove nelle scorse settimane erano state trasferite milioni di uova raccolte direttamente dalle femmine di coregone. La raccolta è stata resa possibile grazie alla collaborazione di 22 pescatori professionisti che hanno aderito al progetto. Un contributo importante per un’operazione che punta a generare complessivamente circa 40 milioni di larve.
L’iniziativa, che continuerà fino al 31 maggio, mira a rafforzare la presenza del coregone nelle acque del Garda e a sostenere l’equilibrio dell’intero habitat lacustre, obiettivo richiesto e sostenuto da tempo dagli operatori del settore e dalle realtà impegnate nella salvaguardia del lago.






