La diffusione del pesce siluro nel Lago di Garda è stata al centro di un incontro tecnico-istituzionale ospitato a Cisano di Bardolino, promosso dall’assessore regionale alla pesca Dario Bond.
Alla riunione hanno partecipato pescatori professionisti, amministratori locali e rappresentanti del settore per fare il punto su una criticità segnalata da tempo nel territorio gardesano e individuare possibili strategie operative.
Il siluro, specie alloctona e altamente invasiva, è considerato un super-predatore capace di adattarsi facilmente all’ambiente lacustre. Negli ultimi anni le catture sono aumentate in modo significativo, alimentando preoccupazioni per l’equilibrio dell’ecosistema e per la sopravvivenza delle specie autoctone. L’incontro ha evidenziato anche le possibili ricadute sul comparto della pesca e sull’economia locale, in un’area a forte vocazione turistica.
Accanto alle azioni di contenimento, è stata avanzata l’idea di sviluppare una filiera commerciale strutturata: in diversi Paesi del Nord Europa il pesce siluro è già venduto come prodotto alimentare, con un prezzo del fresco attorno ai 2,50–2,70 euro al chilogrammo. Questo scenario potrebbe garantire nuovi sbocchi economici ai pescatori locali.
Tra le proposte emerse figurano il sostegno alla pesca professionale con sperimentazioni e attrezzature dedicate, l’utilizzo dei fondi Feampa per creare centri di stoccaggio temporaneo a temperatura controllata nei mesi più caldi e l’avvio di interlocuzioni con Ispra per predisporre un piano specifico sul problema del cormorano.
È stata inoltre proposta l’istituzione di un tavolo permanente di coordinamento tra Regione Veneto, amministrazioni rivierasche e operatori del settore, con l’obiettivo di definire strategie condivise e coinvolgere anche le regioni confinanti, considerando la mobilità della specie all’interno del bacino gardesano.






