Un ordigno bellico è stato individuato a Salò, in zona Tavine, lungo il tratto di costa vicino al parcheggio del cimitero. La segnalazione è arrivata nella giornata di ieri, lunedì 17 agosto, e ha fatto scattare l’intervento dei Carabinieri, che hanno avvisato le autorità competenti per le verifiche.
Dalle prime valutazioni, il reperto potrebbe essere una granata d’artiglieria risalente alla Prima guerra mondiale.
La sua effettiva natura e, soprattutto, le condizioni dell’ordigno dovranno però essere accertate dagli specialisti. Il fatto che sia rimasto per molti anni in acqua non permette infatti di escludere a priori che possa essere ancora pericoloso.
Per questo sono attesi nella mattinata di oggi, martedì 18 agosto, gli artificieri del Genio Guastatori di Cremona. Saranno loro a esaminare l’ordigno e a stabilire come procedere, valutando le modalità più sicure per la messa in sicurezza e l’eventuale rimozione o brillamento.
Nel frattempo, la zona interessata dal ritrovamento è stata delimitata e interdetta al transito. L’area resterà inaccessibile fino a nuovo ordine e, comunque, fino a quando l’ordigno non sarà stato definitivamente rimosso o messo in sicurezza.
Non è la prima volta che proprio nell’area di Salò vengono rinvenuti residuati bellici. Nel dicembre 2024, sempre nella stessa zona, era stata individuata in acqua una bomba a mano. In quell’occasione erano intervenuti gli specialisti della Marina militare, che avevano recuperato l’ordigno, portandolo a riva per farlo poi brillare in sicurezza.
Un altro intervento era stato necessario la scorsa primavera, questa volta nell’entroterra, in località Missanina, quasi al confine con Roè Volciano. Nel maggio scorso erano stati recuperati tre ordigni bellici, successivamente fatti brillare dal 10° Reggimento Genio Guastatori di Cremona. Anche in quel caso l’area era stata interdetta, a causa del rischio legato alla possibile presenza di altri residuati.






